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Sabato 02 Gennaio 2010 |
Il 5 gennaio, con anteprima all’ Aquila il 2 come promesso, esce il nuovo film di Verdone Io, loro e Lara in 650 distribuite dalla Warner a 30 anni dal suo primo film. Si andrà purtroppo a scontrare con Avatar, spostato dal 24 dicembre a gennaio e destinato, forse, a mangiarsi il film del Verdone nazionale. Verdone nel film impersona un prete missionario che, in piena crisi mistica, torna a casa
per trascorrere del tempo serenamente ma ad aspettarlo troverà invece una situazione ben diversa da quella che si era immaginato. Il padre (Sergio Fiorentini), ormai fuori di testa e che gira sempre con delle pastiglie di Viagra in tasca, ha sposato la sua badante moldava, Olga; questa ha anche una figlia, Lara (un’ insolita Laura Chiatti castana) che interpreta l’unico personaggio ‘sano’ del film e sul quale la storia è imperniata. Oltre a loro ci sono anche il fratello e la sorella di Verdone: la sorella Beatrice (Anna Bonaiuto) è una psicologa con molti più problemi dei suoi pazienti, mentre il fratello Luigi (Marco Giallini) è un cocainomane donnaiolo. Per la prima volta Verdone decide di girare una commedia corale, dedicata alla memoria del padre, Mario, un grandissimo storico del cinema, scomparso proprio durante le riprese. A questo proposito, durante la conferenza stampa di presentazione del film, il regista ha dichiarato: "voglio dedicare questo film a mio padre Mario (morto il 26 giugno di quest'anno) che, mentre lo giravo, mi chiedeva di non andare più all'ospedale a trovarlo. Non venire più, se no sbagli il film, mi diceva sempre preoccupandosi che potessi essere turbato dalle sue condizioni di salute". Il prete da lui interpretato è un personaggio a tutto tondo, diverso dalle solite macchiette a cui ci aveva abituato: “Avevo la nausea per certi personaggi borghesi, non volevo più fare il solito proletario, e un sacerdote missionario mi piaceva... Aveva il grado di difficoltà ideale. Quindi ho pensato ad un sacerdote missionario in Africa, in un momento di grossa crisi spirituale, e stanco per il troppo essere solo. Un uomo impegnato, che si adopera e fa di tutto oltre a fare il prete... E' sceriffo, sciamano, meccanico, medico... e questo comporta troppe responsabilità. Nella tragedia si perde e chiede tornare a roma per parlare coi suoi vertici. In questo senso le consulenze che ho raccolto mi confermano che il 95% dei sacerdoti vivono momenti come questo, e ne escono accresciuti nella fede. Nel film gli viene consigliato un momento di pausa, ma non in convento, a casa, nel calore della famiglia. Se non fosse che a casa mia nessuno mi ascolta. Ognuno preso dai problemi propri. Un caos totale, il massimo della schizofrenia. E tra i casini di tutti e un padre con i capelli tinti, che maneggia cartine e si atteggia a 'giovane', finisce con il mancarmi l'Africa!” Andremo certamente a vedere sia Avatar che Io, loro e Lara.
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